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La civiltà minoica si sviluppò a Creta
durante l'età del bronzo quando, intorno al 3000 a.C., gruppi provenienti
dall'Anatolia si unirono alla popolazione neolitica installandosi nelle
pianure più fertili: Canea ad ovest, Messarà a sud, nella regione di Cnosso e
Mallia, nel golfo di Mirabello e Sitia. L'uso dei metalli, nuovi tipi
ceramici e le tipiche tombe a tholos, cioè a pianta circolare e alzato in
pietra a secco, le cui tracce si addensano nella Messarà, ne sono prova.
I primi insediamenti, a
partire dall'Antico Minoico, erano villaggi dalla contorta viabilità come
Fournou Corifi, Vasilikì, Gournia, che continuavano la tradizione neolitica:
poche stanze formavano case, ad un sol piano, in pietra e mattoni di fango.
Pastorizia, agricoltura e prime attività commerciali furono determinanti per
lo sviluppo di questa civiltà.
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Il suo primo scopritore,
Sir Arthur Evans, la chiamò così da Minosse, mitico figlio di Zeus e sovrano
dell'isola secondo le fonti più antiche. L'archeologo inglese distinse l'età
del bronzo cretese in Antico, Medio e Tardo Minoico con relative sottofasi,
basandosi sulla stratificazione e sugli stili ceramici del grandioso palazzo
di Cnosso, vicino l'odierna Iraklion. Tale periodizzazione è in parte
superata ma la sua terminologia continua ad essere usata come riferimento.
Ad una prima lunga
fase che va dall'Antico Minoico al Medio Minoico IA, detta Prepalaziale,
segue il così detto Periodo dei Primi Palazzi ( AMIB-MMII, 2000-1750 a.C.).
Benessere ed
incremento demografico, nuovi contatti con l'Oriente e stratificazione
sociale crearono comunità rurali allargate. Sorsero, così, nel cuore delle
zone più fertili di Creta, i palazzi di Cnosso, Mallia, Zakros e Festos.
Nessun piano preordinato precedeva la loro edificazione, tuttavia si possono
individuare alcuni elementi costanti: all'esterno spiazzi con gradinate per
pubblici spettacoli legati al culto del toro; all'interno un grande cortile
rettangolare centrale attorno al quale si aprivano ambienti con finalità
diverse; quartieri domestici estivi ed invernali per la famiglia del grande
proprietario; cucine; magazzini di grandi capacità; fonderie e altre botteghe
artigiane; sale di rappresentanza e di culto. Per la prima volta si trovano
forme di documentazione scritta dell'attività commerciale del palazzo.
Ceramica e splendida gioielleria confermano il grado di raffinatezza di
questa civiltà, l'assenza di fortificazioni attesta la forza della sua
marineria.
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Verso il 1700
a.C. la maggior parte dei palazzi venne danneggiata da diversi terremoti e
ricostruita: stesso schema ma dimensioni più contenute: è l'epoca dei Secondi
Palazzi (MMIII-MTII). Un gusto raffinato anima adesso gli affreschi di
alcuni palazzi meglio conservati. Gli intensi scambi con l'Egitto e con
l'Oriente unitamente alla presenza di un palazzo minoico sull’isola di Thera
dicono della grande pratica del mare di questi uomini dalla vita sottile e
dalla carnagione scura ed è questo uso economico e politico del mare che lo
storico Tucidide ha tradotto nell'espressione "talassocrazia di
Minosse".
Quale sia stata la causa dell'improvviso e rovinoso tracollo di questa
civiltà è oggetto di dibattito, tuttavia non si esclude una concomitanza di
eventi. Un'eruzione dell'isola di Thera (odierna Santorini), in una torrida
giornata estiva in un anno imprecisato intorno al 1450 a.C. (MTIA), coprì le
fertili pianure cretesi con uno strato di pomice e ceneri vulcaniche talmente
spesso che per decenni lo sfruttamento del suolo fu compromesso. Questo
permise alle popolazioni provenienti dalla penisola greca di prendere il
sopravvento. Cnosso fu riedificata e rioccupata. Venne introdotto un nuovo
tipo di tomba, scavata profondamente nella roccia e con un lungo e stretto
accesso, come se ne possono vedere ad Armenoi, nei cui corredi si riflette
l’indole bellicosa di questi nuovi occupanti. Essi introdussero la sala del trono
e adattarono la scrittura usata dai loro predecessori (lineare A, oggi non
ancora tradotta) alla loro lingua: nel 1952, la traduzione di questa
scrittura sillabica (lineare B) ha rivelato una lingua indoeuropea da cui poi
sarebbe nato il greco. Risorse un palazzo anche a Festos e fu edificato ex
novo quello di Haghia Triada.
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Una nuova
ondata di popoli continentali distrusse definitivamente la potenza
minoico-micenea verso il 1375 a.C., mentre lo stesso destino colpiva i
palazzi micenei in Grecia. Che siano stati i Dori o i Popoli del Mare poco
importa: la cultura minoica sopravvissuta con gli Eteocretesi sull'estremità
orientale dell'isola, non sarebbe stata altro che uno strascico dei tempi
aurei di Minosse.
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